Cala Goloritzé

    Cala Goloritzé, ottobre inoltrato. "Questa non è solo una spiaggia. È un tempio scolpito dal vento, sorvegliato da guglie di pietra."

    Le ultime luci d’estate accarezzavano la scogliera, mentre il mare rifletteva un blu così puro da sembrare irreale. In quel silenzio sospeso, fatto solo di vento  pietra e fruscio delle leggera brezza, ho preparato il mio volo.

    Non un sorvolo turistico, non un semplice sguardo dall’alto. Ma una danza aerea, calibrata e acrobatica, tra le pareti verticali di calcare e le iconiche guglie che rendono questo luogo un anfiteatro naturale.

    Il drone non era un semplice mezzo: era l’estensione del mio corpo, del mio respiro, un emozione unica ed il cuore che andava su di ritmo all'impazzata. Tra curve strette, passaggi ravvicinati e cambi repentini di quota, ho cercato di costruire una piccola scenografia in movimento, fatta di linee che seguono immaginari percorsi sospesi nel vuoto. Un volo che racconta la libertà e la meraviglia di questo luogo  sacro della natura da una nuova dimensione.

    Cala Goloritzé, da un nuovo punto di vista.